Sterilità maschile: descrizione

La sterilità maschile è una condizione che colpisce naturalmente alcuni uomini – si parla di percentuali che si aggirano intorno al 10% della popolazione in età fertile – per cause e condizioni che vanno assolutamente distinte in patologiche o non patologiche.

Infatti, le cause scatenanti possono essere diverse a seconda del caso e della situazione specifica, anche se il numero degli uomini colpiti da una situazione di sterilità sta lentamente aumentando, nel corso degli anni, per motivi sconosciuti. Una delle motivazioni della sterilità maschile e soprattutto dell’aumento che essa ha prodotto negli ultimi decenni sembra essere determinata dall’incidenza negativa dell’inquinamento, delle condizioni dovute al benessere di una società industrializzata, come l’aumento del benessere con la conseguenza di obesità e sovrappeso, ma anche problemi come malattie infettive a trasmissione sessuale.

Per correttezza e trasparenza di informazione, occorre chiarire che la sterilità maschile è una condizione patologica molto differente dall’infertilità, e pertanto non va affatto confusa con quest’ultima: l’infertilità – maschile o femminile, o ancora di coppia – è una condizione che, a differenza della sterilità, possiamo considerare come non assoluta.

Infatti, mentre l’infertilità rappresenta quella casistica di persone che, dopo adeguato periodo di rapporti sessuali mirati, non riesce a concepire in maniera naturale, la condizione di chi è sterile si dice assoluta, e non temporanea: questo significa che una persona non fertile riesce a sopprimere la sua condizione temporanea di infertilità con adeguate cure, che possono essere fisiche o psicologiche, chirurgiche o meno. La sterilità è invece una condizione assoluta: per questo motivo, è bene non fare confusione e cercare di essere informati al meglio, anche perché la maggior parte delle persone che si definiscono sterili, in realtà non lo sono affatto.

Molto importante è tuttavia comprendere, grazie all’aiuto specifico da parte di medici e specialisti, il limite entro cui un uomo può essere definito non fertile oppure sterile: questa valutazione, che spesso richiede anche un adeguato supporto psicologico, darà vita ad un percorso terapeutico importante, che servirà a definire il concetto personale di sterilità e le eventuali cause che lo evidenziano.

Ad esempio, oltre alla confusione terminologica di cui abbiamo discusso, tra sterilità ed infertilità, bisogna anche aggiungere che nel primo caso si può parlare di sterilità primaria o secondaria, in base alle situazioni specifiche. La sterilità primaria coinvolge quelle persone che nel corso della loro esistenza non sono mai riuscite a procreare; la sterilità secondaria sopraggiunge, invece, per motivi di stress oppure ormonali, o comunque per cause patologiche, in un secondo momento della vita, quando già si è messo al mondo un figlio.

Pubblicato in Giorni Fertili